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Quella maledetta vacanza in Grecia


di Hank1980
19.01.2026    |    2.508    |    1 9.3
"E lui invece sembra avere un po’ la fissa… più mi rifiuto, più cerca sempre quella cosa..."
Eravamo sposati da un paio di anni, finalmente, dopo 10 anni di fidanzamento, adesso eravamo marito e moglie. Abbiamo vissuto sempre tanti alti e bassi, come tutte le coppie, ma ci siamo sempre rispettati. Serena è bella e sa di esserlo, sa di piacere agli uomini, io me la sono sempre cavata con le donne, è per questo che siamo una bella coppia, per questo non abbiamo mai fatto entrare nessuno tra di noi, per questo ci siamo sposati e abbiamo da poco acquistato casa.
Certo, non è come quando eravamo fidanzati, la nostra intimità si è ridotta notevolmente, ricordo quando facevamo sesso tutte le volte che ne avevamo voglia, in auto, nei parchi, ecc.. Adesso, tra gli impegni e le responsabilità, è come se spesso ci dessimo per scontati. Facevamo oramai sesso solo durante il fine settimana, generalmente la domenica mattina, ed era tutto abbastanza veloce, le veniva su di me, lo metteva dentro, veniva e poi toccava a me, si prendeva un attimo, riprendeva a montarmi fino a che non venivo. Oramai quelle scopate passionali erano solo un ricordo, come il sesso orale, tutto andato.. restava solo una venuta a settimana, quando andava bene. In questi casi serve fare un po’ il punto. E noi l’abbiamo fatto, ma non perché l’avessimo deciso in alcun modo, è successo, purtroppo non nel modo che immaginavo, ma in un modo che ci ha portato lontano dalla nostra idea di vita, di coppia.
L’inizio delle storie è il più bello, quello dove possiamo reinventarci un po’, quello in cui siamo più liberi di provare, di sperimentare, per assurdo si è più aperti, sessualmente intendo, quando ci si sta conoscendo. Dopo anni, invece, quasi viene vergogna a chiedere qualcosa che non si è più abituati a fare.
A ogni modo..
I regali dei parenti per il nostro matrimonio ci dettero una mano, così, versando un anticipo, prendemmo casa in un bel quartiere, era un complesso di abitazioni, di piccole villette. Mi piaceva la sensazione, sembrava di essere negli Stati Uniti, fummo molto contenti di vedere che un’altra coppia della nostra stessa età venne a vivere di fronte a noi. Facemmo conoscenza, e Serena divenne subito molto amica di Marina, la moglie di Claudio, i nostri vicini. Marina non era una bella donna, simpatica, piacevole stare in sua compagnia, ma non era particolarmente attraente, anche Claudio era un tipo un po’ anonimo, e a differenza di sua moglie, non era nemmeno molto simpatico. Tutt’altro. Non ci prendemmo molto in simpatia io e lui, era molto competitivo. Ad esempio, cambiai auto, e la cambiò anche lui, stesso mio modello, ma più accessoriata; acquistai il tagliaerba, lo acquistò anche lui, però quello ovviamente più figo e costoso. Misi l’albero di natale in giardino, lo mise anche lui, ma più alto del mio.. Insomma, era una competizione continua.. Non nascondevo a Serena la mia insofferenza verso Claudio, ma per via del suo splendido rapporto con Marina, tendeva a non dare alcuna importanza, anzi, Marina e Serena scherzavano spesso sulla cosa e si divertivano nel vedere me e Claudio competere su tutto come due ragazzini… me lo facevo andare bene, ma lo detestavo.
Risposta?
Vacanza insieme. Provai a dissuadere Serena in tutti i modi, ma non ci fu verso. Prenotammo per la Grecia. Serena e Marina erano al settimo cielo, ci vedemmo a cena per chiudere la prenotazione. Tra noi c’era sempre più complicità e confidenza, tranne tra me e Claudio, spesso capitava che rientrassi in casa e Serena fosse da loro, generalmente con Marina, ma capitava anche che fosse in compagnia solo di Claudio, la cosa mi infastidiva, ma Serena mi ripeteva che ero solo geloso e non ne avevo motivo, per lei era come un fratello. Ricordo che litigammo molto una sera. Serena rientrò a casa, era quasi l’ora di cena, le chiesi dove fosse stata e mi disse:
“Sono stata da Marina e Claudio, cioè, lei non c’era. Mi ha chiamato Claudio per sfogarsi, pare abbiano litigato. C’è un po’ di tensione tra loro, sai cosa, mi ha anche detto che vanno a letto sempre più raramente e lui è visibilmente frustrato dalla cosa, ma io gli ho detto che è normale, non siamo più ragazzini, con il passare del tempo ci si tranquillizza anche da quel punto di vista”
“Cazzo, Sere, ma che mi frega della loro vita sessuale, e poi non mi va che ne parli con te”
“Dai, non fare il geloso, è un amico e abbiamo parlato” non badò al mio disagio e continuò:
“Mi ha anche detto che lui ha bisogno di farlo ogni giorno” sorrise e continuò “Ma ti immagini? Chi se lo sarebbe aspettato da Claudio?”
Immaginavo eccome.. Anche io ero frustrato, ma non andavo a dirlo alla moglie di Claudio, anche io avrei scopato ogni giorno, ma non mi sembrava giusto che la vita sessuale dei vicini riguardasse mia moglie.
Arrivammo in Grecia, ok, posti stupendi, spiagge spettacolari, ma la mia insofferenza verso Claudio aumentava, faceva sempre lo splendido, anche con Serena, voleva sempre pagare le cene, come se io non potessi permettermelo, cercava sempre di andare nei posti che proponeva lui, ok, io non ero molto pratico con la scoperta delle calette più belle dell’isola, ma il suo atteggiamento mi infastidiva. Un pomeriggio, dopo pranzo eravamo sotto gli ombrelloni, a goderci la pennichella, accarezzati dalla brezza che arrivava dal mare, Serena e Marina prendevano il sole, io cercavo di dormire, avevo gli occhiali da sole, e poco distante c’era Claudio. Mi svegliai, le due ragazze erano davanti a noi, Claudio non si accorse di me, pensava che dormissi probabilmente.. era al cellulare, ma qualcosa non mi tornava, teneva il cellulare in un modo strano, era come se stesse facendo delle foto, e sembrava le stesse facendo a Serena che, ignara, prendeva il sole. Feci più attenzione, nascosto dagli occhiali lo vidi zoomare e poi scattare diverse foto. Serena era stesa, aveva le gambe accavallate e stava giocando con un piede. Rimasi di sasso, lo vidi premere più volte sul telefono, come a scattare più foto. Volevo capire cosa stesse succedendo quindi pensai, se adesso fingo di svegliarmi e smette, è la conferma che sta fotografando Serena. Così feci, e lui immediatamente ritrasse il telefono e lo posò sul tavolino dell’ombrellone.. feci finta di nulla.
Quando rientrammo in camera ne parlai con Serena.
“Sere, vedi che quel porco ti ha fotografata mentre eri sul lettino..”
“Ma cosa dici, dai… smettila..”
“E come ti spieghi che quando mi ha visto fissarlo, ha smesso? Sere, non mi piace quel tipo”
Serena mi tranquillizzò, disse che non era possibile e che avevo probabilmente frainteso, ma la vidi un po’ scossa, la conoscevo, questa notizia l’aveva toccata, per quanto volesse tranquillizzarmi, forse anche lei aveva notato qualcosa, ma preferiva far andare le cose in modo tranquillo, senza fare storie.. Sai che imbarazzo se io avessi fatto qualcosa? Decidemmo di lasciar perdere, ma iniziai a notare che, da quel momento, Serena in spiaggia assumeva sempre pose, non vorrei dire sexy, non vorrei essere frainteso, ma, per ben intenderci, non nascondeva le sue forme, ecco… cioè, se c’era da prendere il sole di schiena con uno slip a brasiliana, in direzione di noi uomini, ecco, non evitava e purtroppo, non ero il solo a godere di quel belvedere, ma non potevo sapere se Claudio faceva davvero il sudoku o fotografava mia moglie.
Poi un giorno, il solito Claudio, propose di andare nella spiaggia più remota dell’isola. Era a sud, e sarebbe servita una bella gita in auto per raggiungerla, non mi andava tanto, ma sembrava che io fossi l’unico contrario, assecondai il gruppo, e dopo un'oretta di viaggio, finalmente arrivammo su questa distesa di sabbia bianca, sembrava di essere ai caraibi, il posto era davvero bello… odiavo ammetterlo, ma Claudio aveva ragione.. Ci sistemammo, facemmo il bagno, dopo poco iniziò ad arrivare della gente, per intenderci qualche coppia, abbastanza distante per via della dimensione della spiaggia, non davano alcun fastidio.. Dopo qualche secondo sentii Marina dire
“Oddio, ma sono nudi”
Mi tirai su, come del resto Serena e Claudio. Effettivamente le coppiette arrivate erano nude, così come quelle che arrivarono poco dopo. Era un po’ imbarazzante, ma la situazione era divertente, e lo restò fin quando il solito Claudio, disse:
“Beh, pare che siamo finiti su di una spiaggia nudista, che dite?” e ci guardò con aria maliziosa. Serena capì subito, e scoppiò a ridere imbarazzata, Marina invece era più infastidita dalla proposta del marito e disse:
“Claudio, dai, non dire sciocchezze”
Io decisi che era giunto il momento di palesare davanti a mia moglie e a Marina quanto fosse idiota quell’uomo, si stava rendendo ridicolo con questa proposta così affondai il colpo, era la mia occasione per dimostrarmi superiore e ridicolizzarlo, così dissi:
“Ci hai portato tu qui, perché non dai il buon esempio? Avanti, grand’uomo, via il costume!”
E sornione aspettavo risate ed imbarazzo da parte di Claudio, e invece non sentii alcuna risata, mi girai verso le ragazze e vidi Marina sbiancare e Serena sgranare gli occhi, mi girai verso Claudio, che senza alcun imbarazzo abbassò il costume, lo fece cadere ai suoi piedi, poi sollevando prima un piede e poi l’altro si liberò da quel ingombro e con un piede lo lanciò verso di noi… era nudo.. non feci attenzione, mi rigirai verso le ragazze, Marina era praticamente infuriata, Serena completamente in imbarazzo, cercava di distogliere lo sguardo, e poi ritornava su Claudio, mi girai verso di lui che disse:
“Allora, chi è il prossimo?” Dicendo questo mi sentii colpito.. ne era andato da sopra ancora una volta, in più mostrava fiero il suo membro, era scuro, spesso anche da floscio, ma aveva dei testicoli molto gonfi e sodi che facevano da supporto a quel membro che dava l’impressione di essere sempre barzotto.. insomma, a dimensioni non era messo affatto male… Anche da questo punto di vista l’aveva spuntata, a differenza del mio, decisamente più piccolo, il suo era, devo ammetterlo, esteticamente fatto meglio…
Seguirono momenti di confusione, che con fatica sono poi riuscito a metter insieme, vidi Serena stringere le gambe, poi mantenere il bikini, che data la tintarella, aveva le bretelline giù e alzarsi, mettere una mano sul viso e girarsi di spalle, Marina raccolse il costume di Claudio e andò verso di lui evidentemente arrabbiata rimproverandolo ed esortandolo a rivestirsi.. Serena intanto si era allontanata, aveva una mano sul viso e le sentivo dire:
“Oddio….” come se fosse agitata. Inutile dirlo, la raggiunsi e le dissi di allontanarci, Marina e Claudio iniziarono a discutere, e la discussione divenne una lite, andammo via, durante il tragitto non parlammo. Rientrammo in albergo.
Finalmente potevamo parlare, così dissi:
“Che deficiente Claudio, ha combinato un casino”
Mi sarei aspettato i commenti di Serena come un fiume in piena, e invece ogni volta che accennavo a lui con il cazzo di fuori, serena faceva un respiro profondo e diceva “Oddio…”
Come se ci fosse una tragedia in atto, mi sembrava un po' eccessivo.. Serena mi pareva scossa, pensai addirittura “sarà diventata così santarellina da scandalizzarsi per un cazzo in bella mostra?”.
Mi resi conto che ero solo io a parlare e a mettere in cattiva luce Claudio che aveva decisamente mancato di rispetto a sua moglie facendosi vedere nudo da tutti, mia moglie non partecipava, a malapena mi ascoltava. Mah, vacanza rovinata, pensai.
Quella sera sentimmo bussare qualcuno alla nostra porta. Aprii, era Marina in lacrime. Mi si butto tra le braccia e disse, “Claudio mi vuole lasciare, vuole divorziare”, subito ci raggiunse Serena, la prese tra le braccia e cercò di consolarla. Serena teneva sinceramente a Marina e avrebbe fatto di tutto per aiutarla. Cercò di dire che era solo una lite, ma Marina si aprì e disse che era una situazione che andava avanti da un po’.. Claudio era serio, diceva di non amarla più, che Marina non gli dava più ciò di cui aveva bisogno, ecc.. Insomma, intervenni, dissi:
“Marina, se vuoi vado a parlarci”
Sia Marina che Serena mi guardarono, ben consce che ero l’ultima persona che Claudio avrebbe ascoltato, così Serena si rivolse a Marina e disse:
“Amore, tranquilla, vado a parlarci io, con me parlerà, sai che mi parla spesso.. lo farò ragionare, tu continua a sfogarti” si rivolse a me “non lasciarla sola, vado da Claudio..”
Abbracciai Marina che era in lacrime e vidi Serena, con ancora i capelli bagnati dalla doccia interrotta da Marina, rimettere in tutta fretta il costume, infilare una camicetta, e uscire dalla stanza.
La camera di Claudio era poco distante, giusto dall’altra parte del corridoio, Serena c’era quasi, era davvero imbarazzata per quanto successo, ma allo stesso tempo era stata colpita da quel pene, non le capitava da anni di vedere la nudità di un altro uomo così da vicino, e poi quella carnagione scura, quelle dimensioni, quei testicoli.. era una donna, e non sentiva quella sensazione da anni.. tirò giù della saliva, si guardò ad uno specchio, scacciò quel pensiero e si concentrò per aiutare la sua amica. Bussò. Sentì dei passi. Sentì una voce.
“Chi è?”
“Claudio, sono io, Serena, parliamo?”
Si aprì la porta, si aprì in quel modo che non ti permette di entrare, ma di restare fuori ancora per un po’.
“Dimmi Serena”
“Parliamo un po’? Cosa sta succedendo con Marina?”
“Serena, non mi va di parlarne”
“Claudio, come non ti va di parlarne” rispose nervosa “Tua moglie è di là che piange in camera nostra e dice che vuoi il divorzio, di cosa ti va di parlare delle tue bravate? Su, fammi entrare”
Claudio non ebbe alternativa che farsi di lato e far entrare Serena
“Non era una bravata, volevo solo divertirmi un po’” Claudio iniziò a dire quanto il rapporto fosse diventato monotono, si misero seduti sul divanetto di fronte al letto, parlarono a lungo, Serena è un’ottima ascoltatrice e permette alle persone di sfogarsi, di parlare liberamente e spesso anche di arrivare agevolmente al vero problema, al nocciolo della questione.
Claudio iniziò a dire quanto si sentiva solo un marito e poco un uomo, a quanto la vita matrimoniale fosse diventata solo un far fronte agli impegni, abbandonando tutto ciò che li rendeva coppia, Claudio prese a piangere, cercò Serena. Serena lo abbracciò e gli disse:
“Vedrai che si risolverà tutto, dovete solo parlarne”
“Ho bisogno di sentirmi un uomo “ disse Claudio
“Parlane con tua moglie, capirà” Claudio smise di piangere, ma restò abbracciato a Serena
“Con lei è finita, non voglio più vederla”
Serena si allontanò un po’ per avere un contatto visivo con Claudio, si guardarono e Serena disse:
“Fallo per me, parlaci”
Claudio ritornò tra le braccia di Serena e disse:
“Per te potrei farlo, ma adesso ho bisogno di te”
“E io ci sono, non vado da nessuna parte” disse Serena, le sembrava di abbracciare un bambino, Claudio le faceva tenerezza, non c’era alcuna malizia in quell’abbraccio, Claudio si stava solo sfogando con lei:
“Non ci tocchiamo più, io ho i miei bisogni” Serena si rese conto che anche noi stavamo vivendo lo stesso momento, ma ancora la situazione non era scoppiata come con Claudio e Marina. Nel pensare questo si rese conto che l’abbraccio di Claudio si fece meno innocente, Claudio disse:
“Sai da quanto non stringevo una donna come sto facendo adesso con te?”
Nell’abbraccio le sussurrò queste parole sul collo, poco sotto l’orecchio. Serena ebbe un brivido, la situazione ancora non era ambigua, anche lei non aveva quella intimità con me da un po’, lo capiva, per questo non lo allontanò, ma disse:
“Può succedere Claudio, vedrai che tutto tornerà come prima, dovete solo parlarne, anche tra me e mio marito capitano i momenti in cui siamo più distanti, è normale”
Claudio non si fece sfuggire questo varco e disse:
“E questo è uno di quei momenti?”
Serena decise che era il momento per dimostrare empatia, dimostrare che davvero lo capiva, che non erano solo parole di conforto e disse:
“Si, Claudio, è uno di quei momenti”
Ecco la breccia nel muro..
“Come può non toccarti”
“Può capitare, sai, la quotidianità, gli impegni, ma bisogna capirsi e venirsi incontro”
Claudio rispose:
“Ma quando poi non si ha intimità, si è molto più sensibili, ci si può anche guardare intorno..”
Serena rispose:
“L’intimità di coppia è fondamentale, è vero”, ma fu solo quando Claudio disse quella frase che quelle confidenze presero una piega diversa, Claudio la strinse in modo diverso e disse:
“Ho i miei bisogni Serena, e questo mi porta ad eccitarmi spesso, anche adesso, mentre ti stringo sono molto eccitato”
Serena si allontanò quel tanto che basta per avere un contatto visivo e disse:
“Cosa dici?”
Claudio abbassò lo sguardo, ma non per vergogna, ma per guardare il seno di Serena, per poi ritornare in quell’abbraccio e disse.
“Scusami, ma è il contatto fisico che mi manca con mia moglie a fare questo, ero convinto di non volerla mai più rivedere, ma ci sto pensando su adesso”.
Serena capì che la situazione poteva essere pericolosa, ma allo stesso tempo vide Claudio ammorbidirsi e cercò di gestire la situazione.
“Claudio, hai bisogno di Marina, vedrai che risolverete tutto”
Claudio prese a parlare con Serena, quasi senza lasciare spazio di replica, iniziò a parlare di un approccio avuto prima del litigio:
“Prima che la situazione degenerasse ci ho provato, ho provato a stringerla come ora sto facendo con te, ma si è tirata indietro, sai, non posso sopportare ancora un rifiuto” Serena non rispose, notò solo che una mano di Claudio si era liberata da quell’abbraccio amichevole ed era finita sul grembo di lui, che continuò:
“Ho le mie voglie, Serena, e in questo momento potrei pensare di andar via, rientrare in Italia e trovarmi qualcuno” nello stesso momento tirò giù la zip dei suoi pantaloni e ci infilò la mano dentro, Serena sarebbe intervenuta, ma Claudio continuò:
“Tu sei una nostra amica sincera, sei l’unica che può aiutarci a superare questo momento”
Claudio sembrò armeggiare dentro la zip, ma poi tirò indietro la mano, Serena era immobile, di sasso, vide Claudio sbottonare l’unico bottone dei pantaloni, sopra la zip già abbassata e questo permise ai pantaloni di aprirsi e lasciar uscire il suo pene. Serena intervenne, cercò di allontanarsi e disse:
“No, Claudio, cosa fai? Non è questo il modo.. aspetta”
Ma Serena vide quel membro che pian piano prendeva forma e vigore, rispetto la spiaggia adesso era ancora più bello, più virile, ma era tutto assurdo, non avrebbe mai tradito la fiducia di Marina, ne tradito me, e ne avrebbe fatto nulla per il suo piacere… era solo confusa, cercò di allontanare Claudio, non fu semplice, Claudio la riportò a se, la strinse ancora in quell’abbraccio e continuò a parlare, come se non stesse succedendo nulla.
“Non potrei accettare un altro rifiuto, devo soddisfare i miei bisogni da uomo”
Serena si irrigidì, poi Claudio mollò il suo cazzo, e lo lasciò cadere sulla sua pancia, era davvero spesso e scuro, e nemmeno al massimo dell’erezione, poi Claudio disse una cosa che Serena non si sarebbe mai aspettata di sentire in quella situazione. Ecco, se Claudio ci avesse provato l’avrebbe rifiutato, senza dubbio, anche se non era una situazione che la lasciava indifferente. Ma Claudio disse l’unica cosa che poteva fare da leva su Serena:
Claudio raggiunse una mano di Serena la prese, Serena fece resistenza, lui cercò di condurre la mano di lei verso… certo, sapevano entrambi verso dove e disse:
“Ti prego, aiutaci, aiutaci a salvare la nostra storia, sei l’unica che può farlo”
“Claudio, no, cosa vuoi che faccia? Non si può.. Insomma, dovresti essere qui con Marina”
“Marina mi ha rifiutato”
“E’ solo arrabbiata, le passerà”
“Ho bisogno che tu mi faccia restare, altrimenti vado via e chiederò il divorzio”
“Aspetta, Claudio, stai calmo” e Serena riprese con “oddio…” e con quei respiri profondi, poi la sua mano iniziò a fare meno resistenza, Claudio conduceva la sua mano, ora era sul suo pube, e lo sentì.
Sentì il suo pene, il primo istinto fu quello di ritrarre la mano, lo fece, ma Claudio la riappoggiò sul suo membro, mentre continuava ad abbracciarla, quasi a tenerla lontana dalla sua pulsione, come nel creare una netta distinzione, distinzione che Serena colse, e le rese tutto più sopportabile, anzi.
Era come se quello che succedeva sul pube di lui fosse del tutto sconnesso da quello che succedeva in quel abbraccio amichevole, l’abbraccio era sicuro, rassicurante per entrambi, più in basso c’era il desiderio che quasi non doveva riguardare gli amici stretti nell’abbraccio.
Serena sentì il calore di quel membro, cosa fare? Dalla sua posizione non riusciva a vedere bene, ma sentiva quell’uccello crescere.. insomma, non potevano restare così. Staccarsi e andare via? Claudio sarebbe andato via e avrebbe abbandonato per sempre Marina. Allora restare? Si ma cosa sarebbe successo? Fin dove si sarebbe spinto Claudio? Serena non ci sarebbe stata, per quanto, inconsapevolmente, iniziava ad eccitarsi. Ma qualcosa doveva succedere. Claudio le venne in aiuto, riprese a guidarle la mano, facendo in modo che accarezzasse il suo pene e iniziò a dire: “Quando eravamo fidanzati capitava spesso che Marina mi masturbasse, me lo accarezzava e poi lo stringeva” e così dicendo, le premette la mano sul suo membro, Serena capì, e decise di assecondarlo, lo afferrò, lo sentì ansimare, lei continuava a dire “oddio..” e a sospirare profondamente, Claudio iniziò a guidare il suo braccio su e già, era chiaro che avrebbe dovuto prendere a masturbarlo.
Gli disse: “Claudio, io vi voglio bene, ma questa cosa la faccio solo per voi, e solo se mi prometti che metterete le cose a posto”
“Te lo prometto”
“Claudio, non mi spingerò oltre questo, e non capiterà mai più”
Strinse l’asta e salì con la mano. Serena rimase sorpresa quando sentì lo scalino della cappella, era davvero grossa al tatto, salì ancora e poi scese stimolando proprio su quello scalino. Senti quel cazzo gonfiarsi e Claudio ansimare.
“Serena, ne ho davvero bisogno, io amo Marina, e ci aiuterai a trovare il nostro equilibrio”
“Marina è mia amica, ti ama molto”
Parlare l’aiutava ad essere più a suo agio, a dare un valore diverso a quell’atto. Lo stava masturbando oramai, ma voleva credere che fosse solo per lui, e per salvare il matrimonio della sua amica. Ma ovviamente non passò molto tempo prima che ci prendesse gusto sia lei, e soprattutto lui.
Mentre lei continuava a dire a Claudio quanto splendida fosse Marina e quanto ne valesse la pena salvare la loro storia, tirò la stretta più in basso, fino a scoprire tutta la cappella, non riusciva a vederla, erano ancora abbracciati, ma ogni volta che saliva e arrivava a quella cappella enorme, sentiva dei brividi, poi sentì le mani di Claudio muoversi e cercare i suoi seni, era troppo, così strinse le ascelle per impedirgli di toccarla, e gli sussurrò:
“Stai buono” e decise che era il momento di finirla, non voleva che Claudio diventasse più audace, a ripensarci è assurdo, ma pensava sto masturbando un amico che non sta bene, e lo sto facendo per lui e per sua moglie, in quel momento le sembrava anche aver senso, aumentò il ritmo. Lui di tutta risposta prese a respirare più pesantemente e disse:
“Stai tranquilla, non è per te, ma se ti tocco finisco prima, dammi solo qualche secondo”
Riprovò a passare da sotto l’ascella. Serena pensò che fosse ragionevole, quel momento sarebbe passato più in fretta e poi anche lei era di carne ed ossa, ma no, non si doveva andare oltre. Se gli avesse lasciato libertà di movimento, una mano sul seno poteva diventare anche altro, e si sarebbe andati troppo oltre, anche lei era di carne ed ossa, non avrebbe resistito a stimolazioni, così, trattenendo gli istinti lo bloccò e disse:
“A breve toccherai il seno di tua moglie” Stringeva la stretta alla base della cappella, Serena sapeva come far venire un uomo, ed era quello che adesso doveva fare, prima che si andasse oltre. La cappella iniziava a pompare, tutto diventava più rigido e duro, c’era quasi..
Claudio iniziò a gemere, a contorcersi, Serena fu costretta a sciogliere quell’abbraccio mentre non smetteva di masturbarlo così Claudio allungò e divaricò le gambe sul divano, un primo schizzo, prima ancora dell’orgasmo fiottò alto e ricadde sul colletto della maglia di lui che prese il polso di Serena, ne aumentò ulteriormente il ritmo. Serena rimase scossa, adesso poteva vederlo, vedere quel membro spesso e scuro spruzzare quel liquido che generalmente precede la venuta, pensò di star facendo qualcosa di sbagliato, non era più un qualcosa di tenero, non era più il suo amico che frustrato dall’astinenza aveva bisogno di sfogarsi, adesso era un uomo come tanti, in preda al piacere, un uomo che voleva godere senza pensare più ad alcun matrimonio da salvare, e che per raggiungere il solito e tanto agognato orgasmo si stava servendo di lei. Sono i soliti pensieri complessi, ma che si realizzano in pochi istanti.
Poi Serena sentì l’altra mano di Claudio raggiungerle il capo e dirigerlo verso il suo cazzo oramai gonfio e pulsante. Fu un momento quasi infinito per Serena. Si fermò il tempo.
Era a pochi centimetri dalla cappella gonfia di Claudio, sentiva arrivare le pulsazioni, la venuta vera, poteva esplodere ad ogni affondo della mano, ne sentiva l’odore intenso, specie dopo quei primi spruzzi di liquido pre-seminale, sapeva che quella venuta poteva esploderle sul viso, e se da un lato non vedeva l’ora di godersi anche solo visivamente quella venuta, di vedere quel pisello perfetto, spesso e durissimo eiaculare, dall’altro lato, non voleva che si andasse oltre il fatto di aver solo masturbato un amico.
Il tempo riprese ad andare quando Claudio disse:
“Prendilo in bocca, sto godendo” e cercò di condurre Serena in quella direzione. Ma lei ritornò in sé, fece resistenza, si divincolò, e finì in ginocchio sul divano, affianco a lui, sentiva oramai le pulsazioni, Claudio oramai non poteva più fare altro che allungare una mano e toccare quello che poteva. Le strinse una coscia, inarcò la schiena portando il pube più in alto possibile, quasi a penetrare qualcosa oltre la mano di Serena che finalmente, tirando la stretta verso il basso, vide quel cazzo, per lei bellissimo, eiaculare. Ad un primo spruzzo di liquido seminale, denso e bianco, ne seguirono altri che finirono sulla maglia di lui, Serena sentiva l’eccitazione farla scoppiare, aveva la gola secca, ebbe quasi l’istinto di continuare con la bocca, sembrava crema, ne era attratta, ma non lo fece, continuò a farlo godere e a mungere, adesso con passione, quel cazzo che rispondeva con getti di sperma. Continuò ad eiaculare, la maglia di lui era quasi zuppa, poi gli schizzi si fecero più bassi, ad ogni affondo il corpo di Claudio rispondeva con dei movimenti bruschi, prese a colare sperma, Serena rallentò, ogni volta che tornava su con la mano usciva altro sperma, era tantissimo, si creò un pozzetto di sperma denso sotto i testicoli. Serena continuò ancora un po’, era ipnotizzata da quella venuta, poi Claudio le bloccò il polso. Era finita.. Serena mollò la presa, poggiò quel grosso membro sulla pancia di lui e ritrasse la mano coperta di sperma.
Silenzio… imbarazzo… che si ruppe solo quando Claudio passando delle salviettine a Serena disse:
"Puoi pulirti con queste”
“No, Vado in bagno” Si alzò e andò verso il bagno, aveva la mano ricoperta del suo seme, aprì l’acqua, era ancora scossa, aveva ancora la gola secca e la tachicardia dall’eccitazione poi sentì Claudio dire “Cavolo”, così prima ancora di lavarsi, si riaffacciò nella stanza e disse:
“Cosa succede?”
“Abbiamo sporcato il divanetto” Aveva ancora la mano ricoperta di sperma, e vide quella pozzetta, era tutta la venuta che era colata sotto i testicoli di Claudio, ebbe quasi un mancamento, disse solo: “Cerca di ripulire”.
E corse in bagno, chiuse la porta alle sue spalle, aprì l’acqua per fare rumore, tirò giù gli slip, guardò la mano ricolma di sperma, se la passò tra le cosce e prese a masturbarsi, a stento le gambe la tenevano in piedi, dovette appoggiarsi con la schiena al muro per non cadere, c’era quasi, non era più in sé, portò la mano sporca di sperma, la stessa con cui si stava masturbano, alla bocca, leccò la punta dell’indice e del medio, sentì il sapore di lui e il suo stesso sapore e poi la riportò tra le cosce, aveva il sesso in fiamme, stava per esplodere, sentì salire l’orgasmo improvviso e devastante, le gambe non ressero, si lasciò cadere a terra, mentre tremava tra gli spasmi del più forte orgasmo avesse mai raggiunto, sentì fortissime contrazioni partire dalla vagina e arrivare a stringerle l’ano, sentì un liquido caldo scorrerle tra le gambe, come se stesse orinando, cercò di non far rumore e portò a termine quell’orgasmo devastante. Solo quando ebbe finito si rese conto di aver bagnato per terra quasi mezzo bagno, non le era mai capitato. Ancora aveva degli spasmi. Poi lentamente si rimise in piedi, si ricompose, ripulì tutto, si sciacquò, e uscì dal bagno come se nulla fosse successo. Raggiunse Claudio. Adesso era tornata in se. Claudio, intento a ripulire, non si rese conto di nulla, Serena passò una mano tra i capelli e disse:
“Hai sporcato mezza stanza” Aprì le finestre per far cambiare aria. Claudio rispose:
“Si, stavo scoppiando, ma generalmente è tanta.. ci siamo informati, è per via della dimensione dei testicoli, per Marina è un problema..”
“E ci credo, è davvero tanta, troppa..” e sospirò
Claudio la guardò e sorrise: “Per questo ti avevo chiesto di finire con la bocca, per evitare tutto questo casino”
Serena sentì nuovamente un brivido, poi respirò a fondo e rispose con ironia:
“Quindi volevi uccidermi?” poi cercò di riportare tutte le cose al loro posto. Gli si avvicinò lo abbracciò e disse:
“Non eravamo qui per divertirci, lo sai bene, spero di aver aiutato due amici a ritrovarsi, adesso fai il bravo, e parlate. Ora che sei più “sereno” vedrai che troverete una soluzione.
Gli dette un bacio sulla guancia e si salutarono come sempre, come due amici.
Serena, dette una mano a mettere in ordine, sistemarono tutto, e andò via con una busta in mano. Chiuse la porta alle sue spalle e si avviò verso la nostra camera, dove io ero con Marina che continuava a piangere. Nel corridoio trovò un cestino, buttò la busta, era la maglia di Claudio zuppa di sperma. Serena fingeva tranquillità, essersi lasciata con Claudio in quel modo era come se non fosse mai successo nulla, ma dentro era sconvolta, era emotivamente, psicologicamente fisicamente e sessualmente sconvolta, ma non riusciva a capirlo.
Entrò in stanza, io la guardai e Marina, super ansiosa le chiese:
“E allora?”
Serena mi fece un cenno, voleva chiaramente parlare da sola con Marina, io andai via, andai a bere qualcosa al bar del Hotel.
Serena rispose a Marina:
“Si è calmato, puoi parlarci, state solo affrontando una crisi, lui ti ama, ma vuole attenzioni”
“Non ti ha detto nulla del motivo del litigio?”
“Mi ha detto che ha bisogno di te, insomma di recuperare la vostra intimità”
Marina disse:
“Appena rientrati, dopo quello show in spiaggia, voleva che lo masturbassi, cioè, mica sono la sua puttana, e lui al mio rifiuto sai cosa ha detto?”
Serena rimase un po’ di ghiaccio, disse: “Cosa ha detto”
“Ha detto che tutto ciò che non ha da me le so andrà a cercare da qualche altra donna”
Serena trasalì. Si rese conto di non aver aiutato nessun amico a ritrovare la serenità di coppia, ma era esattamente quello che Claudio aveva detto, aveva ottenuto da lei quello che Marina, sua moglie, non gli aveva dato. Si sentì un po’ usata, un po’ tirata in mezzo a sua insaputa e rispose cercando di non farsi influenzare dai suoi sentimenti:
“Marina, è tuo marito, è normale che ti desideri, vivetevi la vostra sessualità liberamente, dai.. anche tu.. vagli un po’ incontro..
“Non è così facile”
“Cioè” chiese Serena ingenuamente
“Serena, amore” rispose Marina “insomma, un rapporto con Claudio non è facile da gestire, insomma….”
Serena oramai ne sapeva qualcosa, ma disse: “Cioè? Oggi in spiaggia ho visto che è messo bene, però…da qui a fare fatica ad avere rapporti ce ne passa..”
“No, non sono le dimensioni… diciamo… ecco… sono le quantità.. non so se mi hai capita, ogni volta è un casino… e poi a me… quella cosa mi fa un po’ schifo… e pulirne a litri non è il massimo ..”
“Ti riferisci allo sperma?” chiese ingenuamente Serena
“Esatto” rispose Marina “E’ dovuto alle dimensioni dei suoi testicoli, abbiamo parlato con qualche medico, ma dice che è tutto assolutamente normale, è solo che le eiaculazioni sono… diciamo così.. un po’ abbondanti.. ecco…” rispose Marina.
“Ho capito tesoro, però non è che puoi confinare tuo marito ed escludere il sesso dal vostro rapporto.. e poi che ti frega, godetevi la vacanza, qui siamo in Hotel, rifanno la stanza tutti i giorni, sporcate pure tutto senza problemi… ora vai da tuo marito, ti sta aspettando.. “
“Ok Sere, grazie mille, e anche tu.. non fare troppo la figa di legno con tuo marito”.
Si salutarono e Marina uscì dalla stanza, Serena fece una doccia, poi mi raggiunse al Bar, bevemmo qualcosa, aveva una luce diversa, poi tornammo in camera, io mi stesi, lei si spogliò e mi salì sopra, facemmo l’amore, lei venne un paio di volte, poi fu il mio turno, mentre mi cavalcava lo tirai fuori e mi venni sull’addome, tre esili schizzi, i soliti, ripulii con una salviettina, andai in bagno e poi crollammo. Dormimmo fino alla mattina seguente.
A colazione sembrava non fosse successo nulla il giorno precedente. Claudio e Marina erano come sempre, così, decidemmo di far finta di nulla anche noi. Finimmo di fare colazione, e poi andammo in piscina. Serena mise un costume bianco, io lo adoravo, era molto sexy, ma lei tendeva a metterlo raramente in quanto non lasciava troppo spazio alla fantasia.. dopo aver fatto una nuotata con Marina, le ragazze si sdraiarono al sole. Presi una birra al Bar, notai Claudio con il solito cellulare, ogni volta che lo vedevo al cellulare nei pressi di mia moglie ero sempre molto infastidito, così mi avvicinai e gli parlai:
“Allora, Claudio, come va?”
“Bene, grazie, se avessi preso una birra anche per me, sarei stato meglio”
“Non la smetti mai di fare lo stronzo?”
“No” rispose Claudio con tutta l’arroganza del mondo, era palese non volesse parlare con me. Così tagliai corto e gli dissi
“Cercate di risolvere i vostri casini tu e Marina, non mi va che coinvolgiate noi nelle vostre liti”
Non rispose, fece finta di non aver sentito. La giornata filò liscia. Il pomeriggio andammo al mare, e poi la sera a cena. Per un paio di giorni tutto filò liscio.
Una mattina in spiaggia decisi di mettere maschera tubo e pinne e fare un po’ di pesca subacquea, figuriamoci se Claudio non dovesse copiare la mia idea, già sapevo che a costo di affogare, avrebbe dovuto prendere più roba di me, cercai di godermi comunque la battuta di pesca. Serena e Marina rimasero sotto l’ombrellone. Serena chiese:
“Allora, come sta andando tra di voi?”
“Sere, amore, diciamo bene, l’ho accontentato, l’abbiamo fatto, non ti dico che casino ha combinato, ho pensato a quella brava ragazza che rifà le stanze… Oddio che vergogna”
“Mari, ma che ti frega, dai, siete in vacanza, divertitevi”
“E’ solo che…” Marina si interruppe
“E’ solo che…. cosa?” chiese Serena
“Ultimamente chiede sempre qualcosa in più”
“Cosa intendi?”
“Insomma, è un po’ imbarazzante… cioè…” Marina abbassò la voce, non poteva sentirla nessuno, era come se non volesse sentire lei stessa.. e disse “cioè, ha sta fissa che vuole che lo faccia con la bocca”
“Insomma, Marina, è tuo marito, gli bacerai il corpo di tanto in tanto” dicendo questo penso a quanto tempo fosse trascorso dall’ultima volta che mi aveva fatto venire con la bocca..
“Sere, forse non hai capito, a parte il fatto che mi fa un po’ schifo, ma… insomma, non riesco.. ecco tutto… ci ho provato e poi a momenti vomitavo.. se metto qualcosa in bocca mi vengono i conati.. e lui invece sembra avere un po’ la fissa… più mi rifiuto, più cerca sempre quella cosa.. non lo so…”
“Oddio Mari, trova una soluzione..”
“Sere, ci ho provato, ho provato a metterci solo un po’ di lingua mentre lo segavo, ma lui vuole, insomma, vuole che venga fatto per davvero..”
“Si ok, ma lo sai come sono gli uomini, hanno tanti desideri, poi basta che godono e sono contenti” cercò di sdrammatizzare Serena
“Amore, non è così.. ultimamente sta un po’ insistendo su questa cosa, davvero non so come fare, a volte penso che non gli abbiano mai fatto un bel pompino”
“Perchè dici così?” chiese Serena
“Amore, non so più come dirtelo… viene come un cavallo.. è chiaro? E’ impossibile per una donna.. anche una pornostar affogherebbe.. forse è proprio per questo che è una sua fissa”..
Serena non rispose, però ripensò a quanto detto da Claudio a Marina “quello che non mi dai tu lo prenderò da qualche altra donna”.. sentì una scossa lungo la spina dorsale, ansia, allo stesso tempo, però, pensò che erano solo pensieri, e che aveva frainteso la situazione.
Poi ci videro rientrare.. io avevo preso poca roba, lui un dentice da un paio di chili.. La sera facemmo il pesce arrosto, era buonissimo.. bevemmo del vino bianco.. forse ne bevemmo un po’ troppo, poi, finita la seconda bottiglia, ci avviammo verso le stanze, era un bel momento, Claudio stringeva Marina, cercava spesso di baciarla, ci salutammo, Claudio disse:
“Mi raccomando, divertitevi, noi ci daremo dentro…” e si chiusero in stanza
Entrammo in stanza e io dissi:
“Che stronzo”
Serena, invece disse quasi tra sé e sé:
“Speriamo che Marina non si tiri indietro”
“Cosa vorresti dire?”
“No, amore, spero per loro che ritrovino la complicità persa, tutto qui”
Mi avvicinai a Serena, l’abbracciai e le dissi:
“E noi, che ne dici se proviamo anche noi a ritrovare la nostra complicità?”
Serena era pensierosa, mi dette un bacio sulla guancia e disse:
“Magari domani, non sto molto bene, forse è stato il vino, scusami”.. andò in bagno.
Io mi misi a letto e crollai.
Non so quanto tempo passò, ma mi svegliai sentendo delle voci, cercai di mettere a fuoco, pareva che Serena stesse discutendo con qualcuno. Poi mi tirai su, e vidi anche Marina in camera… Non era molto chiaro, pareva che Marina avesse nuovamente litigato con Claudio. Marina diceva che Claudio stava facendo le valigie per andar via. Serena, invece, aveva un atteggiamento quasi aggressivo nei confronti di Marina.
“Qualche ora fa eravate due piccioncini e adesso sta andando via, mi spieghi?” disse Serena
“Marina la guardò, poi guardò me, e poi ritornò con lo sguardo su Serena, come per dire, c’è tuo marito, non posso parlare, così iniziarono a parlare in codice,. Marina disse:
“Sere, lo sapevo, è successo quello di cui abbiamo parlato in spiaggia”
“Mari, e non potevi trovare qualche soluzione? qualche alternativa?”
“Ha insistito, Sere, è come se volesse arrivare a questo punto, come se sapesse che mi sarei tirata indietro, è come se cercasse un pretesto” Poi scoppiò in lacrime… Serena era scossa, non l’abbracciò, disse:
“E quindi adesso va via?” si girò verso di me e disse:
“Ti prego vai tu a parlarci con Claudio”
Io ingenuamente risposi:
“Io???? Ma vuoi che mi ascolti?”
Serena mi fulminò con lo sguardo e disse senza lasciarmi altra scelta:
“Vai!”
Dissi ok, che ci avrei provato, mi diressi verso la sua stanza, bussai, Claudio si precipitò alla porta, l’aprì, poi nel vedermi rimase quasi sorpreso, spiacevolmente sorpreso, e mi disse:
“Cosa ci fai qui?”
“Secondo te cosa ci faccio? Sono venuto a darti il bacio della buona notte.. Insomma, la smetti di fare casini?”
Di tutta risposta mi richiuse la porta in faccia.. tornai in stanza.
Nel frattempo Serena ebbe modo di parlare brevemente con Marine e le disse:
“Mi spieghi?”
“Era iniziata bene, stavamo a letto, ma lui non ha voluto sentire ragioni, mi ha tirata su, mi ha preso per mano, mi ha fatto mettere di schiena al muro, poi mi ha fatta scendere in ginocchio, mi ha chiesto di togliermi la canotta, io l’ho fatto, speravo che iniziassimo a fare l’amore, e invece voleva solo che gli succhiassi il cazzo”
“Ma ne sei sicura”
“Certo Sere, mi ha anche detto che se lo amavo dovevo iniziare e non smettere fino a che non avesse finito tutto…. Così l’ho allontanato e ho detto che poteva scordarselo, non sono la sua troia”
Serena dopo questo racconto esplose e disse:
“Insomma, Marina, è tuo marito, voleva solo un pompino, potevi farglielo e non saremmo a questo punto adesso..”
Marina era in lacrime, adesso non aveva nemmeno il supporto di Serena, in lacrime Marina disse anche:
“Scusa Serena” Serena a queste parole trasalì, poi Marina continuò “Scusa, vi stiamo rovinando la vacanza”
Marina era in lacrime, io rientrai e dissi:
“Nulla da fare, non ha nemmeno voluto parlarmi… Mi dispiace”
Marina in lacrime guardò me, delusa da quanto appena detto, guardò disperata Serena. Serena disse solo: “No!”
Marina disse:
“Sere, solo tu puoi farlo ragionare”
Serena non rispose, il respiro le gonfiava il petto, disse di nuovo: “No!”
Intervenni anche io e dissi ingenuamente:
“Dai, Serena, puoi almeno provarci, lo sai che sei brava con le persone”
Serena non rispose.. non era stupida, sapeva bene cosa l’aspettava una volta da Claudio, e adesso aveva anche tutti i dettagli.. Aveva le farfalle allo stomaco, ma anche paura di fare qualcosa di molto sbagliato, paura di un qualcosa di nuovo, di difficile, di irrimediabile, di attraente, di ignoto, di eccitante, di imbarazzante, di… finalmente rispose quasi balbettando:
“Non… non posso…”
Marina insistette:
“Ti prego Sere” io, ignaro, ingenuo, dissi “Dai Amore, fallo per Marina, cerca di convincerlo a restare.. fallo per tutti noi, per la nostra vacanza..”
Quasi in trance, Serena, che era solo in canotta e slip, infilò dei pantaloncini molto corti e sgambati, forse un po’ troppo corti, ma era la prima cosa a portata di mano, mise una mano tra i capelli, deglutì, poi passò le mani sui fianchi, come ad asciugarne il sudore e disse:
“Ci parlo io..” e con lo sguardo un po’ perso, uscì dalla stanza, non si rese conto nemmeno di essere scalza, uscì e richiuse la porta alle sue spalle.
Serena respirò a fondo.. doveva arrivare dall’altra parte del corridoio, ma il tragitto sembrava immenso, sembrava tutto assurdo. Pensò: davvero Claudio aveva messo su questo teatrino? Davvero aveva innescato delle liti, almeno quest’ultima, per lanciarle un messaggio? Aveva usato Marina come veicolo per darmi le istruzioni di quello che voleva da me sapendo di non poter avere da lei? Forse avrebbero solo parlato, forse stava esagerando, era tutto nella sua testa. Aveva la salivazione azzerata, e ogni passo aggiungeva ansia.. ripensò alle parole di Marina: “……..mi ha fatto mettere di schiena al muro…… mi ha fatto inginocchiare…. mi ha detto di togliermi la canotta…. mi ha detto di iniziare e non smettere fino a che non avesse finito tutto……”
Poi come un suono assordante riecheggiarono queste parole nella sua testa: “……Viene come un cavallo…..” e poi quelle immagini davanti ai suoi occhi, quel cazzo spesso, dritto, quegli spruzzi, l’eiaculazione, quella pozza di sperma denso e biancastro, quell’orgasmo da sola in bagno.
Vedeva la porta di Claudio.. respirò a fondo. si parò davanti.. Doveva solo bussare. Cercò di ordinare le idee:
Magari si sbagliava, non sarebbe successo nulla…ci avrebbe solo parlato..
Magari Claudio ci avrebbe provato in maniera più esplicita della volta precedente, ma si sarebbe potuta rifiutare..
Magari, nella peggiore delle ipotesi… ebbe un sussulto… poi pensò.. non l’avrebbe mai saputo se non avesse bussato a quella porta.
Si fece coraggio, respirò profondamente, ingoiò quella poca saliva che aveva in bocca.. avvicinò il pugno alla porta.. ci pensò ancora un attimo, prese coraggio, e finalmente bussò..
La porta si aprì quasi subito.
Claudio aprì la porta, si guardarono senza parlare, poi Caudio scese con lo sguardo, Serena sentì tutto il peso di quello sguardo, si rese conto di indossare una canotta, come Marina, di non aver messo il reggiseno dato che stava dormendo fino a pochi minuti prima, di avere degli shorts un po’ troppo corti, e di essere scalza, e sì… Serena sapeva che quello che faceva Claudio al mare non era il sudoku, e si…., stesa al sole ondeggiava i suoi piedini perché notava gli sguardi degli uomini sui suoi piedi.. e perché le feci notare che, forse, Claudio la fotografava..
Ma adesso era tutto diverso.. era passata troppa acqua sotto i ponti, ingenuamente si era fatta trasportare e quella sega era stato un incidente necessario per la serenità del gruppo.. ok, era solo una sega.. non c’erano stati baci, palpate, nulla.. ma adesso il rischio era molto più grande..
Claudio la guardò, a Serena sembrò di essere guardata come una bestia feroce guarda la sua preda, ma pensò di starsi autosuggestionando, Claudio le fece spazio e la fece entrare.
Serena iniziò:
“Pensavo che…”
Claudio le parlò da sopra
“Ti ha raccontato tutto Marina?”
Serena sgranò gli occhi e disse:
“Mi ha detto che..”
Ancora una volta Claudio non la fece continuare, disse solo:
“Allora sai cosa fare..”
A momenti le mancò il respiro, era proprio vero? Era tutto come pensava? Voleva davvero da lei tutto quello che non aveva avuto da Marina?
Se non fosse stata scossa, eccitata, impaurita avrebbe potuto rispondere in mille modi, addirittura aggredirlo, o semplicemente andar via.. ma no, era scossa, eccitata impaurita, le scoppiava il cuore nel petto, lo stesso petto che si era riempito di goccioline di sudore. Disse solo:
“Ho bisogno di un po’ d’acqua” era la cosa più intelligente che era riuscita a dire in quella situazione? No, ne aveva davvero bisogno. Claudio prese una bottiglietta dal frigo, l’aprì, ne bevve un sorso e poi si avvicinò a Serena che era ancora immobile davanti all’entrata. Le si fece vicine o disse:
“Apri la bocca” e Serena ubbidì “brava” disse lui, poi le versò dell’acqua in bocca, Serena tirò giù. Poi Claudio richiuse la bottiglietta e la tirò via. Indossava una camicia, dei pantaloni con la cintura ed era scalzo. Guardò Serena, che dopo aver ingoiato quel sorso d’acqua necessario, con un piede si accarezzava un polpaccio, e disse:
“Ora fai la brava”
Serena capì che c’era solo un possibile epilogo per quella serata, ma non sapeva cosa fare di preciso, tutto era diverso, Claudio era diverso, ripensò alle parole di Marina, si guardò attorno, la stanza non era troppo grande, oltre al letto, al divanetto, a delle sedie e un tavolino, il frigo ecc. c’era solo un piccolo pezzo parete libera, immaginò che fosse la parete contro la quale aveva fatto poggiare Marina, era prima del piccolo corridoio che portava al bagno. Guardò quella parete, come qualcuno che guarda il proprio destino, disse solo: “Lì?”
Claudio le fece un cenno di sì con la testa.
Serena respirò profondamente.
Quelle parole…. (mi ha fatto mettere di schiena al muro), Serena andò verso quel muro, si poggiò con la schiena, la parete era fresca, lei stava andando a fuoco, sollevò un piede e lo poggiò sulla parete fresca, vide Claudio avvicinarsi come un leone alla sua preda.
……mi ha fatto inginocchiare….
Claudio era davanti a lei, si fermò a circa un metro da Serena, la guardò per darle il tempo di procedere. Serena passò una mano tra i capelli, poi sul viso, era in imbarazzo, non le era mai capitato di essere in una situazione del genere e in preda a fortissime emozioni tutte insieme, così si attenne alle “istruzioni”, guardò verso il basso e si inginocchiò. Notò quasi di fronte a lei, sulla parete opposta uno specchio messo un po’ per obliquo, uno di quegli specchi lunghi, che servivano per controllarsi prima di uscire dalla stanza. Questo specchio rifletteva la sua immagine, una donna in ginocchio, con i piedi sotto il sedere, le mani sulle gambe flesse e un uomo a pochi passi da lei. Claudio avanzò.. Provava vergogna nel guardarlo, così evitò di incrociare il suo sguardo, ma guardava dallo specchio quell’uomo avvicinarsi. Si stava preparando a qualcosa di assurdo che non si sarebbe mai sognata di fare e che a prescindere non faceva oramai da anni.. aveva paura di non esserne più in grado, ma sapeva che in qualche modo Claudio avrebbe fatto in modo di arrivare all’orgasmo.. e poi come avrebbe gestito tutta quella venuta (Viene come un cavallo) era fuori dubbio che non sarebbe stata in grado di accontentarlo, ma non voleva pensarci ancora.. e poi se ripensava a quell’uomo che godeva e spruzzava tutto quel seme.. beh, la situazione poteva non limitarsi ad un pompino, ma era tutto troppo… decise di far decidere agli eventi.. eventi che l’avevano portata in ginocchio, di schiena ad un muro, nella camera di un uomo in preda alla libido.
La voce di Claudio la riportò alla realtà, fuori dai sui pensieri: “togli la canotta”
Ecco cosa mancava.. No, Serena non voleva concedere il suo corpo ad un altro uomo, sapeva cosa fare, ma non voleva andare oltre, così provò a dire:
“Preferisco tenerla su”
Claudio le si fece più vicino, dall’alto le guardò una gocciolina di sudore scivolare giù tra i seni, seni coperti da quel sottile strato di cotone.. Avrebbe voluto strapparle via quella canotta, ma disse:
“Vedrai che la toglierai tu stessa, prima di quello che pensi”
Ora era davanti a lei, lui era in piedi, il suo pube era a 30 cm dal suo viso, sentì il rumore della cintura, non guardava davanti a sé, la guardava la scena dallo specchio, vide Claudio slacciare la cintura, sbottonare la patta e tirare giù la zip.. erano solo rumori, lo vedeva quasi di spalle, poi sentì il rumore del tessuto, dallo specchio sembrava armeggiare davanti, probabilmente era il rumore della mano nel boxer, mano che di lì a poco avrebbe liberato il suo cazzo.. era davanti a lei, ma Serena continuava a guardare in quello specchio, lo vide muovere il pube in avanti e flettere un po’ le gambe, in modo di abbassare il pube, lei iniziò a sentire un forte odore di uomo, poi sentì la mano di lui dietro la nuca, guidarla in avanti, così Serena chiuse gli occhi e si lasciò condurre.. Poi il contatto… era strano, sentì qualcosa di grosso premerle sul viso, e sentì la mano di lui muoversi più in là, riaprì gli occhi, non riusciva a vedere quasi nulla, Claudio le premeva sul viso, ma quando lui disse “Leccale”, capì che quelli che aveva davanti erano i suoi testicoli. Rimase immobile, sentiva quelle palle enormi strusciarsi sul suo viso, mentre la mano di lui faceva su e giù sopra la sua fronte, dopo qualche secondo sentì Claudio dire:
“Ok, niente preliminari allora, vuoi andare diretta al sodo”
E sentì la mano scendere, lui farsi un pelo più indietro e finalmente vide quel grosso uccello dirigersi verso di lei. Lui tirò giù la pelle ed espose tutto il grande e disse:
“Su, fammi godere con la bocca” ed iniziò ad avanzare, era inarrestabile, sentì la punta sulle sue labbra, avanzava, voleva entrare, si fece indietro con la testa, sentì il muro, capì che non sarebbe potuta indietreggiare oltre e che le serviva dello spazio di sicurezza per gestire tutto quel cazzo, così disse:
“Ok, Ok, dammi un secondo”
Finalmente Claudio si fece un po’ più indietro, lei riuscì a vedere quel cazzo in tutta la sua lunghezza di fronte al suo viso, ma Claudio non restò fermo, le prese la canotta e in un attimo la tirò verso l’altro, sfilandola dal corpo di Serena che non si aspettava questo. Automaticamente Serena portò le braccia verso l’alto e la canotta liberò i suoi seni, i suoi seni morbidi, profumati, generosi.. Serena non voleva concedere il suo corpo, non ne era pronta non ci aveva ancora pensato, tutte le sue energie e i suoi pensieri erano indirizzati su come gestire quella fellatio.. così, quasi istintivamente portò entrambe le mani che avevano contribuito a far indietreggiare Claudio, a copertura dei seni… Claudio disse solo:
“Wow, sapevo avessi belle tette, ma non così..” fece per allungare una mano, ma Serena disse:
“Claudio, No.” Era come se concedere più del suo mero piacere fisico, più del semplice orgasmo fosse un punto di non ritorno per Serena. In quel momento la vedeva così.. Ok, che pompino sia, ma nulla di più..
Claudio afferrò il concetto così disse:
“Ok, allora se non vuoi divertirti, mi diverto solo io” portò le mani alla vita, Serena riprese a guardare dallo specchio che rifletteva Claudio di schiena davanti a lei, e vide Claudio tirar giù pantaloni e boxer che caddero alle caviglie, aprì un po’ le gambe sia per stare più comodo, sia per portare il pube ad altezza del volto di Serena, sentì di nuovo le mani di lui dietro la testa e si sentì dirigere verso di lui, dallo specchio contemporaneamente poteva vedere le natiche di Claudio stringersi, come per affrontare una penetrazione, fu tutto molto veloce, Serena non oppose resistenza, se l’avesse fatto sarebbe finita nuovamente contro il muro e non avrebbe avuto spazio per gestire la libido di Claudio, così mentre la mano di lui la conduceva verso il suo cazzo, mentre il suo bacino e le sue chiappe spingevano per prepararsi a penetrarla oralmente, Serena prima ancora di risentire il contatto, schiuse le labbra, se come se fosse tutto coordinatamente perfetto, più le apriva, più sentiva qualcosa entrarle in bocca. Avvenne tutto molto in fretta, la bocca si riempì velocemente, e quando era piena, Serena realizzò che Claudio era entrato solo con la cappella, e continuava ad avanzare.. Claudio spinse in bocca più cazzo possibile, Serena fu costretta a farsi indietro con la testa fin quando sentì il muro dietro di lei bloccarla, Claudio continuò ad entrare, così Serena fu costretta a togliere una mano dal seno e a bloccare l’avanzata di Claudio, mentre con l’altro braccio pensò a coprire entrambi i seni. Vide dallo specchio il culo di Claudio interrompere la penetrazione e indietreggiare, ma fu solo un istante, riaffondò il colpo. Serena sentì tutto il glande riempirle la bocca e non fermare la sua corsa se non quasi dietro l’ugola, ebbe un conato, lo fece re-indietreggiare con la mano, ma arrivò un nuovo affondo.. e poi un altro, e poi un altro..
Era passato un po’ di tempo, Marina si sentiva in colpa, aveva rovinato le vacanze a tutti, ma soprattutto aveva dato una responsabilità a Serena, responsabilità che la sua amica non meritava, così mi guardò e disse:
“Ritorno in camera, vado a parlarci anche io… è una situazione che devo risolvere”
Capii quello che diceva Marina e ne compresi sia il senso che la convinzione, così dissi:
“Ti accompagno”
Le aprii la porta, ma decisi di fare l’uomo, e farmi avanti, facemmo quei pochi passi che dividevano le nostre stanze. Non pensai al fatto che avrei dovuto sentire qualcuno discutere, non pensai al fatto che ci fosse troppo silenzio, e una volta vicino non feci nemmeno caso a quei rumori. Mi feci prendere dall’audacia, e forte del fatto che mia moglie fosse già dentro, e che quindi la porta non sarebbe stata chiusa a chiave, giunto davanti alla porta feci a Marina:
“Entro io”
Presi la maniglia, la tirai verso il basso, la porta rispose come immaginavo, si aprì. Feci un passo all’interno, non li vidi subito, ma solo dopo qualche istante, vidi qualcosa che il mio cervello non elaborava.
Alla mia destra c’era lui, Claudio, spalmato su una parete, con i calzoni e boxer tirati giù, il culo di fuori, le braccia erano poggiate sul muro, quasi a sostenersi anche se era in piedi… non capii, non ero in grado di capire cosa stesse succedendo, sembrava stesse scopando un buco nel muro, ma solo quando scesi con lo sguardo vidi chiaramente che non stava scopando il muro, ma li sotto c’era mia moglie, che con gli occhi chiusi e la testa contro il muro veniva penetrata oralmente da Claudio. Rimasi di sasso, Marina era dietro di me, non riusciva ancora a vedere nulla.
Claudio avvertì la mia presenza, girò la testa, mi guardò, aumentò il ritmo senza togliere lo sguardo da me. Serena era sotto i suoi colpi, ad ogni affondo si muoveva tutta, le sobbalzavano i seni, emetteva dei rantoli, cercava di respirare, fino a quando le gambe di Claudio non iniziarono a tremare, aumentò il ritmo, mi guardò ed iniziò ad urlare. Affondò tutto il cazzo in gola. Serena spalancò gli occhi. Iniziò a schizzarle direttamente in gola… Serena cercò di allontanarlo.
Ero immobile, mi sentii spingere al lato, era Marina, fece un passo in avanti, ma a quella scena rimase anche lei immobile, di sasso.
Claudio si fece indietro, quasi spinto via da Serena. Fu sconvolgente vedere Claudio tirar fuori dalla bocca di mia moglie tutto quel cazzo… non finiva più.. finalmente ne uscì anche la cappella, era gonfia e molto grossa.
Nello stesso momento Serena aprì la bocca e ne uscì un grosso quantitativo di liquido biancastro e denso. Allo stesso tempo, quell’uccello prese a spruzzare sul viso di Serena, tre quattro schizzi che le finirono sul mento, in bocca e poi scivolarono sul suo seno.
Claudio non curante di noi rimise quel grosso cazzo dentro la bocca di Serena, ma questa volta non tutto, riuscivo a vedere quel cazzo muoversi ad ogni contrazione, ad ogni successivo spruzzo e tutto ciò avveniva nella bocca di mia moglie. Serena iniziò a prendere il tempo e a riuscire ad ingoiare. Oramai era invasa da quel sapore.
Non avrei mai pensato di non reagire davanti a una situazione simile. Claudio si girò nuovamente verso di noi e disse:
“Tranquilli, a breve avrò finito” e continuò ad assecondare il suo lungo orgasmo, fino a che non ebbe finito.
Lo tirò via, Serena era in trance, finalmente i nostri sguardi si incontrarono. La vidi chiaramente tirare giù qualcosa, era tutta sporca di sperma e saliva, aveva il fiatone.

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